Perché fatichiamo a vedere l’altro?
Vi è mai capitato di trovare di fronte a voi persone che possiedono caratteristiche differenti da voi per quanto riguarda i modi di fare, gli usi e costumi dati dalla cultura, l’orientamento sessuale, il colore della pelle ecc ecc ecc.?
In realtà tutto risiede nella nostra mente e nei nostri meccanismi di difesa che come sapete spesso sono inconsci e appresi.
Non solo esistono processi cognitivi (vi rimando al post sulla percezione, dove spiega come avviene questo processo), che permettono di orientarci, di procedere all’azione al comportamento. E che sono in risposta a stimoli presenti nell’ambiente che ci circonda.
La psicologia sociale studia come funziona la nostra mente in relazione non solo all’ambiente ma anche verso altri essere umani (avete mai sentito dire che l’uomo viene definito “animale sociale”?!). E quindi ai meccanismi che sono alla base della relazione di un gruppo sociale.
Sappiamo che soprattutto in adolescenza nasce dentro noi questo forte desiderio di far parte di un gruppo per conoscere e costruire la nostra identità, lasciamo pian piano il “nido familiare” e cerchiamo di far parte di un gruppo per identificarci con chi è più simile a noi.
Questo crea molti conflitti poiché risulta essere difficile comprendere e relazionarsi con gruppi “diversi” poiché differenti dal gruppo nel quale ci si identifica.
Qui entrano in gioco i nostri meccanismi di difesa, della nostra categorizzazione sociale che può portare agli stereotipi e infine alla discriminazione.
Ora riflettiamo assieme si ve va, se conosciamo tutto questo possiamo cercare di non avere timore del “diverso” e provare con curiosità a conoscere l’altro?
Educhiamo i nostri bambini che sono curiosi per natura, aiutiamoli a non costruire stereotipi.
Lo stereotipo fa nascere il pregiudizio che può trovare la sua fonte da una differenza di stato sociale giustificato o meno, da tali differenze. Oppure motivazionale ovvero quando vi sono risorse insufficienti e il dolore e la frustrazione generano ostilità. Inoltre sappiamo che in alcune teorie viene evidenziato ed elogiato il proprio ingroup (gruppo sociale di appartenenza) e discriminando l’outgrup(gruppo sociale esterno). Infine esiste quella che viene chiamata efficienza cognitiva ovvero la categorizzazione delle persone in un determinato gruppo.
Tu cosa ne pensi?


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