
Ciao, oggi volevo scriverti.
Sono passati diversi anni dal quel giorno, non ti ho mai dimenticato.
Posso dirti che sei sempre con me.
Ovviamente so poco, quel che basta per far stingere il mio cuore ogni volta che ti penso.
Mi piacerebbe che questa lettera arrivi in qualche modo a te, alla tua famiglia e a tutte le persone che hanno scelto di donare gli organi dopo la loro permanenza sulla vita terrena.
Ogni giorno provo gratitudine per questo enorme regalo, perché è stato per me un dono prezioso ed inaspettato.
Hai presente, quella cosa che ti cambia la vita?
Ecco per me è stato così.
Prima ero attaccata ad una macchina a giorni alterni, che mi teneva in vita.
Ma sentivo di sopravvivere in realtà. Andavo avanti, con affanno.
Era un periodo già segnato dall’adolescenza, poi anche dalla malattia.
Il 31 luglio 2002 è arrivata la chiamata, ricordo ogni singolo istante.
Dopo è iniziato un percorso diverso per me.
Fatto di accettazione e di comprensione che la mia vita era cambiata.
Così come i farmaci che erano diversi, anche il mio corpo cambiava.
Percorso che finalmente ho abbracciato e compreso da poco.
Molte delle disabilità non sono visibili, ma questo non vuol dire che non esistono.
Forse agli occhi di chi non comprende.
E anzi infierisce contro un corpo ed una mente provati dalla malattia.
La mia esistenza, come credo quella di tanti altri come me, non è stata semplice.
Ma sai, con il tempo, crei una corazza che ti permette di andare avanti.
La corazza è anche grazie a te.
Si perché in tutte le mie difficoltà, ti ho pensato e ti penso.
Penso, ok è un momento difficile, ma sono qui ad affrontarlo grazie a te.
Penso a te che mi dici: “cazzo come vorrei essere vivo e poter essere al tuo posto”.
Ho compreso che sofferenza, difficoltà, errori e i momenti no ci ricordano che siamo VIVI.
E che comunque ci portano dove vogliono e dove esattamente dobbiamo arrivare.
Pensiamo sempre alle cose belle e gioiamo di questi momenti (giustamente).
Al tempo stesso vogliamo poi dimenticare e non vivere la parte difficile.
Tutto fa parte dello stesso percorso.
Questo l’ho capito con il tempo, lavorando tanto su di me.
Perdonando e accettando chi sono oggi.
Tempo fa feci il cammino di Santiago (incontrando nel tragitto un chirurgo dei trapianti – ma sappiamo io e te che nulla è casuale).
Questo cammino lo dedicai a te e alla tua famiglia.
Non so chi hai lasciato qui sulla terra, ma so di per certo che mancherai molto a queste persone.
A me hai portato una vita grande, ricca di persone e di emozioni.
Così ricca da non riuscire a stare nel mio cuore.
Credo che mi sia stato donato il regalo più bello, che senza il tuo gesto d’amore, non sarebbe mai potuto arrivare.
È arrivata Sofia, una bimba splendida. Dolce, tenace, forte e intelligente.
Le parlo tanto e ad ogni occasione, di chi sei tu per me.
Cosa hai portato nel mio percorso.
Oggi sono 22 anni, sono davvero tanti.
Quando una persona ci lascia, vive nei ricordi e negli insegnamenti di chi rimane.
Ma nel caso di chi decide di donare gli organi, vive anche nelle persone che come me hanno ricevuto questo dono.
Vive nella mia famiglia, nelle persone che mi stanno accanto e che ho potuto conoscere GRAZIE a te.
Chi ha un’anima pura la riconosci perché brilla, ed io so che ovunque sarai, stai brillando.
E magari scende una lacrima anche a te
Con amore
Mary


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