
Esiste una rappresentazione della suddivisione anatomica dell’area somatosensiorale chiamata homunculus sensitivo.
Dove per homunculus si intende una rappresentazione sproporzionata del corpo umano.
Questa sproporzione deriva da alcune regioni come ad esempio la bocca, il piede e la mano che appaiono ingrandite perché proporzionate al numero dei recettori cutanei presenti (vi invito a cercare questa immagine per farvi un’idea).
Questo ci fa indurre quanto questo zone risultano essere importanti a livello sensoriale.
L’antropologia ci aiuta a comprendere meglio come l’uso della mano abbia permesso di tenere lontano il cibo dalla bocca e di aver avuto la possibilità dunque di utilizzarla per costruire utensili e non solo.
Se ci pensiamo bene, la mano riesce a compiere un numero incredibile di movimenti ed è capace di esprimere anche un linguaggio emotivo.
La mano accarezza, strofina, stringe, afferra e tanto tanto altro.
Anche se non ci pensiamo, le mani parlano di noi e del nostro mondo interiore.
Già da feti utilizziamo le mani, ci succhiamo il pollice, esploriamo l’utero che ci accoglie e ci contiene.
Sono stati fatti diversi studi sulle gravidanze gemellari e su quante iterazioni hanno i feti fra di loro.
Anziché esplorare toccando il proprio corpo, il feto sembra orientato di più al suo compagno e fratello.
Ti lascio con questa riflessione: qual’è il gesto che le tue mani compiono spesso?
Cosa vorresti esprimere a livello emotivo con le mani e che hai difficoltà a fare?
Possiamo cambiare, possiamo evolvere.
Voletevi bene!


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