
Questi sono cioccolatini e sono un piccolo, ma grande dono, che mi è stato fatto.
Questi cioccolatini mi hanno dato modo di fare una riflessione, che voglio condividere qui, sull’essere gentili.
Quando parliamo di gentilezza a cosa ci riferiamo?
La parola gentilezza indica una persona che, nel trattare con le altre persone, ha un modo gradevole e dolce.
Ma è gentile anche chi tratta non solo gli altri ma, anche se stesso, in tal modo.
Dunque anche un modo premuroso di affrontare la vita verso se stessi e verso gli altri.
Esserlo significa anche avere una comprensione delle emozioni che sentiamo noi, e che sentono gli altri.
E anche la relazione che ne consegue tra emozioni e relativi stati di umore.
Essere gentili ci fa bene ma ci fa anche stare meglio. Fateci caso.
Viviamo in un mondo in cui siamo sempre di corsa, le nostre giornate si accumulano di stress, preoccupazioni e pensieri che lasciano poco tempo di qualità a noi stessi e anche agli altri e ci dimentichiamo oggi della gentilezza.
Inizia da te, si gentile quando ti dimentichi qualcosa o quando sbagli.
Perdona l’errore perché è grazie a quello che puoi imparare a crescere. I nostri errori se compresi e accettati, possono essere i nostri più grandi maestri.
Cerca di essere gentile ed empatico, prova a fermarti davanti ad una persona che ha bisogno di attraversare la strada.
Ricambia un sorriso.
Saluta chi conosci e vedi in giro, anche se ti costa fatica.
Aspetta almeno tre secondi prima di suonare il clacson se il semaforo è diventato verde.
Siamo tutti interconnessi, a volte lo dimentichiamo.
Quando nasciamo siamo predisposti ad essere gentili, poi arrivano i vari schemi che apprendiamo nell’infanzia e che si mescolano con l’ambiente dove continuiamo la nostra crescita.
Per terminare con i ritmi frenetici e la mancanza di empatia che ci porta a non comprenderci e ad allontanarci.
Rifletti con me se ti va, possiamo essere più gentili?


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